Temperature fino a 8 gradi sopra la media. L’Adriatico è un "brodo" che continua ad accumulare calore, aumentando il rischio di fenomeni intensi in autunno.
"Un incubo scambiato per estate". È la definizione scelta dal climatologo Pierluigi Randi, presidente dell’Associazione meteorologi professionisti Ampro, per descrivere la fase di caldo estremo che sta mettendo a dura prova gran parte d’Italia e aumentando la pressione sui pronto soccorso. All’ospedale Infermi di Rimini, secondo dati ancora preliminari, gli accessi sarebbero cresciuti tra il 5 e il 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Ci troviamo nella decade statisticamente più calda dell’anno, ma le temperature stanno superando le medie del periodo di 7-8 gradi. Neppure la notte porta sollievo: sulla cima del Monte Titano, a quasi 700 metri di quota, le minime non scendono sotto i 28 gradi. In condizioni simili, spiega Randi, non si parla più soltanto di “notti tropicali”, caratterizzate da temperature minime superiori ai 20 gradi, ma di “notti equatoriali”, quando il termometro non scende sotto i 25.
La fase più intensa dovrebbe proseguire almeno fino all’8 agosto. Seguirà una lieve attenuazione, ma i valori resteranno comunque superiori alla media e non si può escludere una nuova risalita. Gli esperti la definiscono la quarta ondata di calore dell’estate, anche se, osservando l’andamento complessivo, si potrebbe parlare di un’unica lunga fase iniziata alla fine di maggio e interrotta solo da brevi tregue.
Intanto anche il mare Adriatico continua ad accumulare calore. Un’energia che nei mesi autunnali potrà essere restituita all’atmosfera sotto forma di umidità, contribuendo, in presenza delle condizioni favorevoli, ad alimentare fenomeni meteorologici intensi.