La Commissione dell’Unione Europea ha presentato nei giorni scorsi l’EU Kids Act, una proposta legislativa che intende migliorare la sicurezza online dei minori in tutta l’UE, vietando l’accesso ai social media ai minori di 13 anni, mentre fissa a 15 anni l’età minima per la creazione di un proprio account. La Commissione UE ha annunciato …
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La Commissione dell’Unione Europea ha presentato nei giorni scorsi l’EU Kids Act, una proposta legislativa che intende migliorare la sicurezza online dei minori in tutta l’UE, vietando l’accesso ai social media ai minori di 13 anni, mentre fissa a 15 anni l’età minima per la creazione di un proprio account.
La Commissione UE ha annunciato l’adozione di questa proposta legislativa lo scorso 17 Settembre 2026, affermando che in questo modo verrebbe garantito un accesso graduale ai social network da parte dei minorenni, comunque non prima dei 13 anni.
Inoltre, con l’EU Kids Act, la Commissione afferma che si inverte l’onere della prova: secondo la proposta dovranno essere infatti le piattaforme di social media a dimostrare che i loro servizi sono adeguati all’età e sicuri fin dalla progettazione.
La proposta presentata nei giorni scorsi dalla Commissione UE si basa sulla relazione e sulle raccomandazioni dei copresidenti del gruppo speciale sulla sicurezza dei minori online, la dott.ssa Maria Melchior e il prof. Dr. Jorg M Fegert. La presidente von der Leyen aveva infatti convocato il gruppo speciale per fornire un contributo di esperti sul quadro dell’UE per la sicurezza dei minori online.
Il gruppo speciale, composto da oltre 60 esperti, tra cui rappresentanti delle organizzazioni della società civile, rappresentanti dei giovani, genitori, educatori, psichiatri infantili, specialisti di salute pubblica, neurologi e specialisti di tecnologia, è stato convocato per la prima volta nel Marzo 2026 e si è riunito tre volte prima della presentazione del rapporto nel Luglio 2026.
Inoltre, secondo l’Eurobarometro speciale sul decennio digitale 2026, la proposta riflette i crescenti inviti degli europei a una maggiore protezione dei minori online, con il 92% degli europei che considera la necessità di rafforzare ulteriormente la protezione dei minori e dei giovani online come una delle massime priorità politiche, dal bullismo online all’esposizione a contenuti dannosi, alla progettazione che crea dipendenza o ad altri rischi.
Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato:
“Oggi i nostri figli utilizzano le tecnologie più sofisticate mai create. Tecnologia che non è mai stata creata pensando al loro benessere.
Il nostro KIDS Act sta invertendo l’onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare che sono sicure fin dalla progettazione. E rimettiamo i genitori al posto di guida, fornendo loro gli strumenti per aiutare i loro figli a navigare in un mondo online più sicuro”.
Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia della Commissione UE, ha commentato:
“Con il nostro EU KIDS Act, ci assicuriamo che i nostri figli possano godere dei loro diritti online: imparare, rimanere in contatto ed esplorare.
Diamo anche ai genitori gli strumenti per accompagnare i loro figli a navigare in un mondo digitale sicuro. Tutto questo mantenendo alta la pressione sulle piattaforme, perché devono dimostrare che i loro servizi non danneggiano”.
La proposta legislativa è stata presentata al Parlamento europeo e al Consiglio UE, con l’obiettivo di avviare il processo legislativo per il loro esame e la loro adozione.
Vista la richiesta di un’azione urgente e completa a livello dell’Unione, la Commissione afferma che sarà “essenziale” che l’atto sia adottato rapidamente.
Si segnala che, sempre il 17 Settembre 2026, il Parlamento UE ha approvato delle raccomandazioni per obbligare le piattaforme, i paesi dell’UE e la Commissione a garantire un ambiente online sicuro per i giovani nell’Unione europea. Gli eurodeputati chiedono in particolare “una strategia europea integrata” che coinvolga legislatori, famiglie e scuole per garantire che i social media e Internet siano sicuri, in particolare per gli utenti più giovani.
Sandro Ruotolo, relatore del testo approvato dal Parlamento UE, ha dichiarato:
Cosa prevede l’EU Kids Act presentato dalla Commissione UE“L’EU Kids Act della presidente von der Leyen è un passo avanti positivo e va nella direzione indicata dalla nostra relazione sui social media e i giovani. Gli algoritmi non si fermano alle frontiere: l’Europa ha bisogno di norme comuni.
Niente social media al di sotto dei 13 anni, accesso supervisionato dai 13 ai 15 anni, compreso un limite di un’ora al giorno, e maggiore autonomia in seguito. La responsabilità non può ricadere solo sui minori e sulle famiglie: le piattaforme devono rendere sicuri i loro prodotti.
Non stiamo discutendo solo di ciò che i giovani fanno con i social media, ma di ciò che i social media fanno ai giovani”.
Nel dettaglio, la proposta di legge EU Kids Act della Commissione UE è strutturata attorno a quattro pilastri, ossia ritardare l’accesso ai social media da parte dei bambini, imporre alle piattaforme obblighi di sicurezza per i minori fin dalla progettazione, l’utilizzo di strumenti di verifica dell’età e l’inversione dell’onere della prova.
Sul primo punto, l’EU Kids Act propone che i bambini possano creare account autonomi sui social media solo a partire dall’età di 15 anni.
Invece, per i bambini di età compresa tra i 13 e i 15 anni, la proposta prevede il controllo parentale, che consente ai tutori di creare mini account a cui i bambini possono accedere tramite l’account del tutore.
Ciò consentirebbe loro di accedere a social media e piattaforme di condivisione di video adeguati all’età. Inoltre, i servizi disponibili sui mini account dovrebbero essere progettati con delle specifiche tutele, come contatti sociali limitati e tempo limitato sullo schermo fino a un’ora al giorno, riconoscendo il ruolo dei tutori nel sostenere lo sviluppo autonomo e sicuro dei loro figli online.
Con questa proposta, quindi, i bambini di età compresa tra 3 e 13 anni non dovrebbero poter accedere ai social media, ma potranno invece accedere a servizi di condivisione video appositamente progettati per i bambini, attraverso account gestiti dal loro tutore. In questo senso, l’EU Kids Act prevede che le piattaforme debbano offrire ai genitori o ai tutori uno strumento di facile utilizzo per limitare l’uso del dispositivo dell’adulto a tali servizi video a misura di minore, quando viene trasmesso ai minori, e limitare l’esposizione del minore fino a un massimo di un’ora al giorno.
Con il secondo pilastro, la proposta di legge della Commissione UE impone una serie di obblighi per tutti i servizi online che offrono servizi di social media, condivisione di video, videogiochi online, assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale e chatbot agli utenti di età inferiore ai 18 anni.
Tra queste misure figurano il divieto di funzionalità che creano dipendenza e di feed di raccomandazione basati sulla profilazione che possono trascinare i minori in un vortice di contenuti dannosi.
Sono inoltre vietati lo scorrimento infinito senza punti di arresto, i trucchi basati sulle ricompense e le notifiche push durante le ore di sonno, nonché i contatti indesiderati da parte di sconosciuti. Infine, gli assistenti virtuali e i chatbot devono essere disattivati per impostazione predefinita e non possono simulare relazioni interpersonali in modo da creare dipendenza emotiva.
L’EU Kids Act prevede inoltre che i profili per i minori debbano essere privati per impostazione predefinita, con geolocalizzazione, accesso alla telecamera e al microfono disattivati. Le piattaforme devono inoltre offrire ai minori modi semplici per bloccare e disattivare gli utenti, strumenti efficaci di gestione del tempo e sistemi di raccomandazione sicuri che i minori possano controllare, sintonizzare e ripristinare.
Il terzo pilastro della proposta di legge riguarda la verifica dell’età: infatti, i servizi online e gli app store devono utilizzare strumenti di verifica dell’età.
La Commissione ricorda ad esempio l’app di verifica dell’età dell’UE, che non conserva documenti di identità o dati biometrici, soddisfacendo così le massime garanzie in materia di tutela della vita privata. La Commissione afferma che gli Stati membri saranno strettamente coinvolti nella creazione di questo ecosistema.
Inoltre, i fornitori di servizi di social media e piattaforme di condivisione video saranno chiamati a effettuare la verifica dell’età quando un utente apre un nuovo account. Per gli account esistenti, invece, le piattaforme dovranno stimare l’età dell’utente in base a proxy ragionevoli (ad esempio data di creazione dell’account, dettagli della carta di credito).
Infine, con il quarto pilastro dell’EU Kids Act, la Commissione UE intende invertire l’onere della prova, rendendo i fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi responsabili della prova che i loro servizi sono “sicuri fin dalla progettazione”.
Le piattaforme saranno perciò tenute a presentare un piano di conformità alla Commissione e a un revisore indipendente che dovrà valutare il nuovo servizio, la nuova caratteristica o la nuova funzionalità. La Commissione potrà chiedere al fornitore di proporre misure correttive se, sulla base della relazione del revisore, ritiene che il piano di conformità contenga carenze.
Il quadro di applicazione si basa sulle strutture già esistenti ai sensi del Digital Services Act e dell’Artificial Intelligence Act, avvalendosi di meccanismi consolidati e competenze preesistenti.
La proposta introduce procedure di applicazione accelerate nei confronti dei fornitori in caso di non conformità con l’EU KIDS Act, in base alle quali la Commissione dovrebbe concludere le indagini entro 90 giorni.
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