Un quadro comune di impegni e strumenti per aiutare le università europee a prevenire e contrastare la violenza di genere contro le donne e la violenza domestica. È questo l'obiettivo...
Un quadro comune di impegni e strumenti per aiutare le università europee a prevenire e contrastare la violenza di genere contro le donne e la violenza domestica. È questo l'obiettivo del Codice europeo di condotta che è stato presentato, discusso e approvato nel corso della conferenza paneuropea “Implementing the Istanbul Convention after the EU's Accession in the Academic System. Backlash, Gaps and Institutional Responsibility”, in corso di svolgimento tra ieri e oggi all'Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AIIl documentoIl documento è stato elaborato dall'Academic Network UNIRE – Università in Rete contro la violenza di genere, in collaborazione con OCEAN – Open Council of Europe Academic Networks, a sostegno dell'attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, nota come Convenzione di Istanbul.
La conferenza si è aperta con i saluti istituzionali di Marco Emilio Orlandi, rettore dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, e di Elena Lucchini, assessora alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità di Regione Lombardia. I lavori sono stati introdotti da Marina Calloni, docente dell'Università di Milano-Bicocca e direttrice dell'Academic Network UNIRE, insieme a Olaf Köndgen di OCEAN – Council of Europe.
Il Codice traduce i principi della Convenzione in 25 impegni e standard operativi rivolti a università, istituzioni di alta formazione, alleanze universitarie e reti accademiche. L'obiettivo è sostenere gli atenei nella promozione delle politiche già esistenti, nell'individuazione delle eventuali lacune e nella definizione di azioni concrete di miglioramento.
Tra gli ambiti affrontati dal documento figurano la prevenzione, l'informazione e la sensibilizzazione, la formazione della comunità accademica, la ricerca, la raccolta dei dati, i servizi di ascolto e supporto, i canali di segnalazione, la valutazione del rischio, la protezione da possibili ritorsioni e la gestione delle procedure interne.
Particolare attenzione è dedicata anche alla mobilità accademica internazionale. Il Codice propone infatti strumenti per garantire continuità nella protezione e nel supporto delle persone coinvolte in episodi di violenza durante programmi Erasmus, scambi, tirocini, visite di ricerca e percorsi congiunti tra più istituzioni. Tra i principi indicati vi sono la presenza di un punto di contatto, la collaborazione tra atenei e la possibilità di evitare che la persona coinvolta debba ricominciare da capo il percorso di richiesta di aiuto a ogni passaggio tra istituzioni.
Rafforzare gli strumenti già esistentiIl documento chiarisce inoltre che le università non sono necessariamente chiamate a creare nuove strutture o procedure parallele. Gli atenei possono utilizzare e rafforzare gli strumenti già esistenti, integrando la prevenzione e il contrasto della violenza di genere nei Gender Equality Plan, nelle politiche di parità, nei codici di condotta, nei servizi di supporto e nelle procedure istituzionali, collaborando soprattutto in rete a livello europeo e internazionale.ù