MESTRE - Mentre proseguono le indagini della polizia di Stato per dare un nome a chi giovedì notte ha imbrattato il parco Piraghetto con frasi d'odio nei confronti dei fedeli...
MESTRE - Mentre proseguono le indagini della polizia di Stato per dare un nome a chi giovedì notte ha imbrattato il parco Piraghetto con frasi d'odio nei confronti dei fedeli dell'Islam, all'alba di ieri ne sono comparse di nuove. È almeno la terza volta, da venerdì mattina, che Veritas è costretta ad intervenire con gli operatori per pulire il viale interno, le panchine, le casette. Luoghi di gioco ma anche di preghiera deturpati a colpi di "No Islam", "Che Gesù vi benedica", "Forza Italia", "No il corano" con a fianco le croci cristiane. Gli operatori di Veritas erano stati chiamati per la prima volta venerdì mattina e avevano cancellato le prime frasi di odio sotto gli occhi degli uomini della questura, arrivati per ricostruire al meglio i fatti.
A segnalare la presenza delle scritte erano stati i primi fedeli musulmani, arrivati al parco venerdì mattina per organizzare la giornata di preghiera. E mentre le indagini proseguono, con i responsabili che sono ancora da identificare, le scritte però sono tornate ancora. Tanto sabato, mattina e sera, quanto anche ieri. Le ricerche degli autori sono in mano alla polizia di Stato. Gli uomini della digos stanno continuando ad acquisire immagini e video, con le telecamere che da tre giorni sono al centro delle indagini. Non è chiaro in che modo i responsabili siano riusciti ad entrare dentro al parco, chiuso dalla tarda serata. Non è escluso che per non essere ripresi si siano arrampicati e abbiano oltrepassato la recinzione alta diversi metri, lanciandosi all'interno della zona verde. Da un lato gli agenti stanno passando al setaccio tutte le fotografie scattate sul posto prima dell'intervento di Veritas, portando avanti anche una perizia di tipo calligrafico, dall'altro si stanno scandagliando i social per individuare eventuali commenti che possano lasciar pensare ad un ipotetico collegamento con i fatti. Si stanno ascoltando anche i testimoni, i residenti le cui case guardano il parco.
Le prime conseguenze, in fatto di intolleranza religiosa, erano già arrivate nei primi giorni di settembre, quando Simone Cabrella, influencer di estrema destra, era intervenuto per disturbare il momento di preghiera settimanale. Quel venerdì i fedeli erano stati insultati e l'uomo alla fine aveva anche estratto e usato una bomboletta di spray al peperoncino contro uno di loro. Dopo quell'evento, per cui aveva ricevuto immediatamente il Daspo, l'uomo non ha mai smesso di far sentire la propria voce sui social network. «Daspate tutta Italia adesso» ha scritto l'uomo su Facebook ieri pomeriggio parlando delle ultime scritte scoperte all'alba. Nel frattempo, ieri mattina il parco è stato tapezzato da fogli in cui, anonimamente, si ricordano le sanzioni per "l'imbrattamento e il deturpamento dei muri".