BELLUNO - «Parco fluviale, no grazie. Aspetto tempi migliori». All'invito arrivato direttamente dal sindaco Oscar De Pellegrin di partecipare domani all'inaugurazione del...
BELLUNO - «Parco fluviale, no grazie. Aspetto tempi migliori». All'invito arrivato direttamente dal sindaco Oscar De Pellegrin di partecipare domani all'inaugurazione del "Parco del Piave", il consigliere Massimo Garzotto -che nel sito ufficiale del Comune compare ancora come consigliere di maggioranza ma che da tempo ha preso le distanze dalla linea dell'amministrazione e fa parte del Gruppo misto- risponde "picche".
Promesse e realtàNon è la prima volta che Garzotto incalza Palazzo Rosso sul tema del Parco in riva al Piave. In passato la sua attenzione si era fra l'altro concentrata proprio sull'uso dei soldi e sulla distanza fra quanto annunciato in sede di presentazione del progetto e quanto poi realizzato sul campo. I rendering mostravano una vera e propria piscina assiepata da persone in costume. Tuttavia nel corso dei mesi e degli anni l'aspetto squisitamente balneare è andato in secondo piano e la piscina è diventata nient'altro che una vasca di dissipazione, ovvero un'opera idraulica per salvare l'ansa dalle piene del Piave. «In attesa dell'inaugurazione che farà, me lo auguro di cuore, il gestore che si aggiudicherà il bando d'appalto e sempre con la speranza di vedere quanto promesso, per ora mi astengo dal presenziare» continua Garzotto. Il quale sia prima di ricevere l'invito -il 2 settembre- sia dopo -il 17 e 20 settembre, cioè ieri- è stato al parco per fare il punto della situazione: «Ho fatto un giretto in quel di Lambioi beach, mi piace chiamarlo così, constatando che la nuova area camper non è ancora utilizzabile, invasa dalle erbacce, con giovani alberi piantati recentemente e già morti; un parco Emilio, col nuovo vialetto, ma con panchine, cestini, pannelli segnaletici e giochi lasciati nell'incuria totale. E anche il nuovo sottopasso è già preda dei writers ed è circondato ancora dai segni del cantiere».
Lungo elencoL'elenco della falle della nuova area verde realizzata con il finanziamento di Rigenerazione Urbana 1, non finisce qui: «Quella che doveva essere la nuova Lambioi beach, con i nuovi argini e la piscina naturale promessa in pompa magna dall'allora assessore, dal sindaco e non solo, al momento si presenta solo come un grande, bellissimo parco naturale con dei nuovi vialetti, che tuttavia in alcuni punti sono sommersi da pozze d'acqua che coprono per intero il passaggio e che, peggio, è circondato dall'abbandono totale». Il consigliere insiste sulla vasca di raccolta dell'acqua anti-esondazione: «Il manufatto presentato come piscina, ora è uno stagno infestato dalle alghe, con gli argini e la Piave che si intravedono a fatica e giochi, casette varie, postazioni in legno, barbecue in uno stato di assoluto degrado. Gran parte dell'arredo è infatti circondato da immondizie e materiale abbandonato, compresi i vecchi teloni che indicavano "Lambioi beach" gettati a terra che sanno tanto di beffa e presa in giro, l'ex campo di beach volley con quello che resta dell'illuminazione e della delimitazione in legno completamente marcita, pannelli indicatori rovinati, una tribunetta in pietra inutilizzabile, una colonnina e un pozzetto elettrico scoperto e abbandonato. E per finire due transenne provvisorie (da anni) con divieto di accesso posizionate davanti ad una moderna sbarra mai utilizzata».
Conclusioni amareAmara la conclusione: «Se l'amore di questa amministrazione per la città è restituire in condizioni del genere ai suoi cittadini la storica spiaggia con i suoi storici muraglioni, tanto amati da generazioni di studenti, sinceramente non vedo cosa ci sia da inaugurare e festeggiare. E togliere qualche giorno prima un po' di immondizia, qualche tronco d'albero e di ramaglie sarebbe opera meritoria, ma non cambierebbe la sostanza, anzi sarebbe una conferma di quanto pressapochismo ci sia stato finora».